Il romanzo di Matilda

Il primo romanzo storico che ripercorre la vita della Grancontessa Matilde di Canossa.

La vita, i lutti, gli amori, le lotte, la caduta, il riscatto, le violenze e le passioni della Grancontessa Matilde di Canossa, un romanzo storico che ricostruisce gli eventi fondamentali della sua vita attraverso l’infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia, cercando di restituire tutta la potenza al personaggio a 900 anni dalla sua scomparsa. In uscita a luglio 2015.

mercoledì 9 novembre 2016

Matilda al salotto di Patrizia Finucci Gallo

Scrivere, la scrittura femminile, l’importanza delle emozioni, la bellezza di potersi raccontare: se ne è parlato ieri al salotto di Patrizia Finucci Gallo con due ospiti davvero eccezionali. Marina Di Guardo e Eliselle sono state intervistate da Patrizia in un intrigante excursus sul sentire, il narrare e la costruzione delle storie. Davanti a un folto pubblico, le due autrici, ambassador della campagna #ichoosewomenwriters indetta da pfgstyle per valorizzare i libri delle donne, hanno raccontato dei loro inizi e di come la scrittura si sia trasformata per loro in una professione.

Continua la lettura a questo indirizzo: SCRIVERE AL FEMMINILE E LA BELLEZZA DI RACCONTARE AL SALOTTO DI PFG

giovedì 27 ottobre 2016

Matilda nelle scuole

Domani mattina presso le scuole Ruini di Sassuolo, presenterò Il romanzo di Matilda ai ragazzi e racconterò come nasce un romanzo, come si svelano i personaggi e come funziona il mondo magico della scrittura. La presentazione fa parte della serie di eventi organizzati dalle scuole in concomitanza all'iniziativa #ioleggoperché dedicata alla promozione della lettura dal 22 al 30 ottobre.

sabato 8 ottobre 2016

La Rocchetta Mattei e i dintorni di Riola

Stamane ho finalmente visitato la Rocchetta Mattei, la rocca voluta dal conte Cesare Mattei dove si ritirò a vita privata dai 50 anni per studiare l'Elettromeopatia e preparare i suoi rimedi per la salute. Una sorpresa è stata scoprire che la rocchetta è stata costruita nello stesso luogo in cui nell'XI secolo sorgeva un castello della contessa Matilde di Canossa, affidato alle cure del suo vassallo Lanfranco da Savignano. Il mio consiglio è di prenotare una visita per vedere le meraviglie di questo castello fiabesco, esoterico e misterioso. Tutte le info qui: La Rocchetta Mattei


Nei dintorni, da vedere è certamente il borgo La Scola, risalente al XIV secolo e restaurato ad arte, e di certo luogo fortificato già dal VI secolo quando i Longobardi ne fecero un avamposto di guardia contro l'Esarcato di Ravenna. Ma ha origini ben più antiche. Per saperne di più il sito di riferimento è il seguente: Borgo "La Scola"

sabato 10 settembre 2016

Il perché di una copertina

Spesso aleggia una domanda attorno a “Il romanzo di Matilda”: come mai sulla copertina non c’è Matilde di Canossa, ma Simonetta Cattaneo Vespucci, vissuta nel XV secolo? Come mai per la cover non è stata scelta la protagonista, dato che immagini di Matilde ne esistono?

Ebbene, la risposta è molto semplice: “Il romanzo di Matilda” è un romanzo storico, non un saggio. Pur seguendo storicamente le vicende della Grancontessa è e rimane una biografia romanzata, e come tale la copertina si piega a logiche editoriali che tengono conto dei gusti del grande pubblico. L'eleganza, la bellezza, il volto di profilo contribuiscono a rendere elegante e raffinata la copertina e sono un richiamo alla forza della femminilità, e questo è stato giudicato adatto per rappresentare un romanzo storico su una grande donna come Matilde di Canossa.

Esiste una ristretta cerchia di appassionati che amano la correttezza filologica e il rigore anche sull’immagine scelta per la cover ma le logiche editoriali richiedono un certo appeal, e permettetemi di dire che le immagini di Matilde più vicine alla sua epoca non le rendono affatto giustizia, se pensate a quelle che compaiono nel codice di Donizone. Quelle più lontane da lei, invece, sono interpretazioni della sua icona, molto belle, ma non giudicate evidentemente adatte alla presentazione di un romanzo come “Il romanzo di Matilda”. È sempre l’editore che decide, del lettore è la possibilità di lasciarsi colpire, affascinare e la responsabilità di non giudicare un libro dalla copertina, ma da quello che racchiude all’interno delle sue pagine.

Due parole invece su Simonetta Cattaneo Vespucci: nobildonna all’epoca dei Medici e scomparsa giovanissima, molto amata e ammirata per la sua bellezza, fu musa di diversi artisti tra cui il Botticelli che la scelse per numerosi ritratti tra cui la sua Venere. Anche lei è un personaggio interessante e tutto da scoprire.

domenica 28 agosto 2016

Matilde sull'Appennino parmense

Sono tornata a viaggiare per luoghi matildici un anno e un mese dopo l’uscita del mio romanzo, e ho dedicato questo mio ritorno alla riscoperta dei luoghi nell’Appennino parmense che hanno visto Matilde protagonista.

La prima tappa è stata all’abbazia di San Basilide a Badia Cavana, posta sull’antica strada di Linari che portava al Lagastrello, il passo che metteva in comunicazione Parma con la Toscana. La fondazione dell’abbazia è dovuta all’interesse e alla committenza del monaco vallombrosano e vescovo di Parma Bernardo degli Uberti, personaggio vicinissimo a Matilde e suo consigliere e alleato. All’entrata della chiesa è posto un bassorilievo con una croce [in alto], detta croce matildica, che si ritrova in altre chiese e pievi fatte costruire dalla Grancontessa o che hanno visto il suo aiuto con donazioni anche ingenti.

Proseguendo verso Neviano degli Arduini, che già nel toponimo svela la sua origine e influenza tutta matildica, ho raggiunto il passo del Crocione da cui si gode una splendida vista sulle vallate dei torrenti Enza e Parma, ho attraversato Urzano e sono arrivata dopo un lungo tratto tra le ombre del bosco alla meravigliosa Pieve di Sasso, dedicata a Santa Maria Assunta. Citata sin dal 1004, già luogo di sosta e ricovero per pellegrini, sorge su un’altura e al suo interno ha un battesimale del XII secolo che lascia senza fiato. [a fianco]

La terza tappa è stata la pieve di Moragnano, nel comune di Tizzano, realizzata in blocchi di arenaria. All’interno vi sono 20000 incisioni e iscrizioni graffite che rappresentano simboli sacri derivate dalla tradizione dell’arte rupestre che non ho potuto vedere, perché la pieve era chiusa: un buon motivo per tornare.

La quarta tappa l’ho dedicata a Berceto, luogo magnifico sulla via Francigena, dove mi sono fermata nel duomo di San Moderanno, costruito già nel VIII secolo. Liutprando, re del Longobardi, lo volle come chiesa del monastero che fondò nel 719 presso il valico appenninico della strada di Monte Bardone, principale collegamento tra Emilia e Toscana. Ha uno splendido portale con Cristo crocefisso, e i particolari del portale secondario aperto sul lato sinistro della chiesa lasciano intendere la simbologia dedicata ai pellegrini che percorrevano la Francigena verso Roma per le indulgenze.

La quinta tappa è stata Fornovo, alla pieve di Santa Maria Assunta citata già dal 854. Anche questa pieve, sulla Francigena, indica la strada a chi cerca il perdono: la statua del pellegrino a fianco del portale ha le chiavi di San Pietro appese alla cintura. I portali sono finemente decorati, la lastra con la raffigurazione dell’inferno sulla facciata è impressionante [a sinistra], e all'interno è conservata invece quella dedicata al martirio di Santa Margherita.

Sesta e ultima tappa è stata Serravalle, alla chiesa di San Lorenzo, affiancata dal Battistero. È una delle più antiche pievi del parmense e la sola ad avere un edificio apposito per la celebrazione del battesimo: è ottagonale, la forma ideale per un battistero secondo Sant’Ambrogio per la simbologia che rappresenta, 7 + 1, ovvero sette giorni della vita terrena creata da Dio (6 giorni + 1 di riposo) e l’ottavo, dedicato al mondo ultraterreno dopo la resurrezione.

In una giornata tra strade, tornanti, boschi e silenzi, si riacquista il senso e la percezione dello scorrere del tempo. Si rimettono insieme pensieri, segni, riflessioni, si ricostruisce un percorso o lo si riprende laddove lo si era lasciato. Per questo amo viaggiare. Per questo amo farlo anche attraverso questi luoghi magici e ricchi di storia. Dove si respirano energie sottili e al contempo molto forti. Dove si percepisce ancora l’impronta di una Signora che dopo novecento anni è ancora presente sulle sue terre.

Tutte le immagini che correlano l'articolo sono di mia proprietà, ne è pertanto vietato l'utilizzo. Per altre immagini dell’itinerario parmense e per visionare le tappe complete del mio viaggio, basta cliccare il link di Instagram con hashtag #ilromanzodiMatilda

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